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News - La ripresa del mattone è reale
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News - La ripresa del mattone è reale

13/03/2017
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Si torna a comprare casa, e lo si fa in particolar modo in Toscana e Veneto. Ecco quanto emerso dalle statistiche curate dall’Agenzia delle Entrate sulle transazioni immobiliari effettuate nel nostro Paese nel corso degli ultimi tre anni. In vetta alla classifica per numero di abitazioni vendute c’è Prato, seguita da Livorno, Venezia e Firenze.

Di base la ripresa ha interessato in maniera più marcata le grandi aree urbane ma tutti questi dati devono essere letti necessariamente in prospettiva: qualche anno fa, prima della ripresa, c’era stata una riduzione impressionante delle compravendite ed un forte calo dei prezzi. Questi trend hanno permesso di creare buone basi per l’attuale ripresa.

Il mercato del mattone italiano però, seppur caratterizzato da un sostanziale rilancio, viaggia ancora a due velocità sul fronte geografico e non mancano eccezioni. Se da un lato città come Prato, Padova e Treviso hanno subito una crescita di un bel 40% dall’altro ci sono aree come Reggio Calabria, Cosenza ed Isernia che devono ancora essere interessate da una vera e propria ripresa.

Il numero dei mutui concessi ai privati ed alle famiglie italiane negli ultimi tre anni è scresciuto in maniera esponenziale, con performance a doppia cifra. Ciò succede non solo nelle zone dove le compravendite si sono fatte più vivaci ma sembra piuttosto un trend omogeneo in tutto lo stivale. Il numero degli acquisti di abitazioni a fronte della richiesta di un mutuo prima casa negli ultimi 24 mesi ha registrato un aumento del 10% (dal 40% al 50%), confermando una ritrovata fiducia per gli investimenti immobiliari.

In parallelo si evidenzia una persistente contrazione, un po’ in tutta Italia, per ciò che riguarda i prezzi delle case. Giusto per fare un esempio, rispetto al 2013 a Milano le somme necessarie hanno segnalato un -6,5%. Sembra proprio che, nonostante la ripresa del mattone, le quotazioni non si riescano ancora a mettere in linea con la domanda esistente. Ciò è probabilmente da vedere collegato allo stock immobiliare ancora invenduto, spesso di scarsa qualità.